MARCIA ASSISI PERUGIA 23/07/2016

marcia 23 luglio no h16

Marcia Assisi Perugia contro lo smantellamento sistematico del Sistema sanitario Nazionale e della Sanita’ Territoriale

Il Centro Studi Malfatti , il Sindacato Medici Italiani e i cittadini hanno organizzato
sabato 23 luglio
la Marcia Assisi-Perugia:
“LA SANITÀ CHE CI SPETTA,
NO QUELLA CHE CI ASPETTA”

per manifestare assoluto dissenso contro lo smantellamento della Guardia Medica Notturna e la sua sostituzione con il servizio del 118 dalla mezzanotte alle otto del mattino.

Desideriamo invitarLa ad aderire e partecipare all’evento che si concludera’ con arrivo di fronte a Palazzo Cesaroni , intorno alle ore 9.30 di sabato 23 luglio.

La nostra manifestazione esprime il rifiuto ad accettare passivamente le gravissime conseguenze di una riforma contrattuale della medicina territoriale che rappresenta un ulteriore passo verso la privazione progressiva di servizi essenziali per il cittadino e la loro progressiva privatizzazione .

La bozza dell’Atto di indirizzo redatto dalla Sisac per il rinnovo del contratto della medicina generale si traduce per il CITTADINO nella totale ABOLIZIONE di un presidio sanitario, la
GUARDIA MEDICA ,
che da oltre trenta anni continua a svolgere un ruolo indispensabile per tutta la popolazione.

SI DECAPITA UN SERVIZIO COLPEVOLE DI ESSERE EFFICIENTE , EFFICACE E COSTARE POCO

Il documento in questione decapita la sanità territoriale e demanda al servizio 118 un ruolo che esso non ha e non deve avere. Dalla mezzanotte alle otto del mattino la guardia medica scompare .

SONO SEMPRE LE FASCE PIÙ DEBOLI CHE PAGANO IL PREZZO PIÙ ALTO

Si trasferiscono al servizio 118 tutte le richieste di visite e consulti telefonici nella fascia oraria notturna, da mezzanotte alle otto del mattino , ma ciò apre ulteriormente la strada ad un più ampio ricorso a servizi di soccorso a pagamento , per altro già da tempo operativi in alcune città italiane, escludendo la fascia di popolazione più debole, che non può permettersi di pagare visite mediche domiciliari non differibili .

A PIEDI O IN BICICLETTA O MAGARI IN AUTOSTOP MA COMUNQUE DA MEZZANOTTE ALLE OTTO DEL MATTINO TUTTI AL PRONTO SOCCORSO

Gli ambulatori delle guardie mediche scompariranno, tutte le attività di continuità assistenziale saranno effettuate negli ambulatori dei medici di famiglia dalle otto del mattino a mezzanotte , il cosiddetto ORARIO “H16”. Ma dalla mezzanotte alle otto del mattino tutti gli ambulatori saranno chiusi. Il cittadino che ora attende a casa il medico di guardia per una colica renale alle tre del mattino, se questa “riforma” andasse in porto, dovrà recarsi autonomamente in pronto soccorso per le cure del caso tutte le volte che l’ambulanza non fosse disponibile o se l’operatore del 118 deciderá che dovrà farlo . C’è poco da immaginare pensando a come saranno affollate le sale d’aspetto dei PS se questa scellerata ” riforma” dovesse essere messa in pratica.
Una visita al pronto soccorso con relative indagini diagnostiche o strumentali costa al contribuente dieci volte più che quella effettuata in guardia medica.

TAXI SANITARI ? BABY-SITTER SANITARIE ?
BADANTI ORARIE ?

Le attuali prestazioni sanitarie svolte dal servizio di guardia medica in Umbria , riguardano interventi non differibili e consulti telefonici provenienti non solo da località che dispongono di ospedali nelle vicinanze, ma soprattutto da luoghi da cui l’accesso al pronto soccorso può essere oltremodo difficile per questioni legate alla distanza o alle caratteristiche della viabilità.
Sempre più spesso, inoltre , la fascia di popolazione più debole non dispone di mezzi di trasporto per recarsi autonomamente presso il pronto soccorso o non può lasciare la propria abitazione per la presenza di altri congiunti che non possono essere lasciati soli ( bambini, anziani, ammalati cronici, ecc.) .
In questo caso viene da se la fioritura spontanea di servizi a pagamento per il trasporto sanitario o , magari, per custodire familiari che non possono essere lasciati soli…

RISCHI DI RITARDI ED ERRORI DIAGNOSTICI

È molto difficile ipotizzare che il servizio di triage telefonico del 118 possa sopperire integralmente a tutte le tipologie di richieste che arrivano alla guardia medica nella fascia oraria notturna, ed è facile immaginare che , al contrario, quadri clinici , spesso descritti impropriamente o con insufficienza di dettagli da parte del paziente o dei suoi congiunti, producano omissioni di visite e valutazioni cliniche interpretate come differibili , ma in realtà necessarie a individuare parametri che segnalino importanti compromissioni dello stato generale di salute.

PRIVATIZZAZIONE DELL’ASSITENZA MEDICA DOMICILIARE

La popolazione che ricorre più spesso alla guardia medica in Umbria nella fascia oraria notturna è costituita al 75 % da soggetti che già assumono farmaci , in età avanzata, con pluripatologie croniche e con riduzione dell’autonomia.
È pensabile chiedere a questi pazienti di recarsi autonomamente presso il pronto soccorso più vicino per una visita quando telefoneranno al servizio di 118 , per patologie che ora vengono trattate a domicilio dai medici di guardia medica senza necessità di effettuare esami ematoclinici o strumentali ?
E’ chiaro che a occupare la fascia di mercato dei pazienti disponibili a pagare una visita domiciliare saranno compagnie assicurative o fondi sanitari integrativi o centri sanitari privati .
E’ gia’ da tempo cominciato lo smantellamento della sanita’ pubblica, con la forte limitazione alle richieste di indagini ematochimiche , strumentali e diagnostiche imposta dal decreto appropriatezza ( oggi vergognosamente abolito dopo le proteste di tutti i medici e quelle dei pazienti) , con il progressivo aumento delle liste di attesa per visite specialistiche, interventi chirurgici, esami diagnostici…….
È accettabile la roulette russa di scegliere quale paziente per primo avrà diritto all’arrivo della sua ambulanza, nel caso giungano richieste contemporanee di visite urgenti ? E nel caso in cui non si disponesse di ambulanza, perché già impegnata in situazione di emergenza , a chi il cittadino dovrà rivolgersi ?
È stato verificato che il numero e la distribuzione delle ambulanze e del personale attualmente disponibile possa essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste attualmente evase dal servizio di guardia medica nelle ore notturne ?

LA FORBICE DELLE DISEGUAGLIANZE SI ALLARGA E LA “TRANSUMANZA” SANITARIA PURE

Certamente questo non è più il Servizio Sanitario Nazionale , se si affida ,come l’atto di indirizzo della Sisac cita e la ministra Lorenzin conferma, ad ogni Regione la discrezionalità di scelta di abolire , mantenere o ridistribuire le postazioni di guardia medica sul territorio di ciascuna regione.
È logico prevedere la migrazione di pazienti presso quelle zone limitrofe a regioni che abbiano mantenuto qualche postazione di guardia medica.

“LA SANITÀ CHE CI SPETTA,
NO QUELLA CHE CI ASPETTA”

Questi sono solo alcuni degli scenari che si prospettano , se mai dovesse essere messa in pratica questa riforma scellerata, che conferma una volta di piu il progressivo degrado e smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale da parte del governo . La demolizione di un sistema che sin’ora ha funzionato bene , la guardia medica, e con costi bassissimi per il contribuente e sono un altro dei tasselli da eliminare con il pretesto della riduzione dei costi e della efficientizzazione.
Ma quale dovrebbe essere questa efficienza ? Quando tutti sappiamo benissimo quanti fiumi di denaro pubblico si sprechino anche in sanita’ , la gran parte delle regioni non hanno ancora nemmeno adottato la centrale unica di acquisto di beni e servizi sanitari….
La torta da dividere è molto, molto ricca, 35 miliardi di euro di prestazioni sanitarie l’anno a totale carico dei cittadini che se lo possono permettere.
Le lobby dei Fondi integrativi sanitari e delle Assicurazioni si contendono questo enorme mercato della sanità privata, ansimando alle spalle del governo .
Ma cosa importa se undici milioni di italiani hanno ormai rinunciato a curarsi per problemi economici ?

Questa marcia Assisi-Perugia vuole richiamare l’attenzione delle istituzioni politiche Umbre alla presa di coscienza delle responsabilità , delle implicazioni e dei problemi derivanti dalla applicazione della scellerata decisione di abolire la guardia medica.
Soppressione illogica, non necessaria , addirittura peggiorativa delle condizioni di una popolazione già stremata da 9 anni di crisi che hanno visto aumentare progressivamente il divario per le fasce deboli della popolazione.

MARCIA ASSISI PERUGIA 23/07/2016